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Appunti di una signora poco diplomatica


Tam tam


18 febbraio 2011

Voci dalla piazza di Matera

 http://www.youtube.com/watch?v=7S4PX4KUwmA

http://www.youtube.com/watch?v=rVtH6wJ1t1A

http://www.youtube.com/watch?v=xNUXcxp_Uuo

http://www.youtube.com/watch?v=S4_cNarZhyI


3 ottobre 2009

LIBERTA'

Su i quaderni di scolaro

Su i miei banchi e gli alberi

Su la sabbia su la neve

Scrivo il tuo nome



Su ogni pagina che ho letto

Su ogni pagina che è bianca

Sasso sangue carta o cenere

Scrivo il tuo nome (...)

Paul Eluard, Libertà

Per la LIBERTA' DI INFORMAZIONE
PER IL DIRITTO ALLA RETE
PER LA LIBERTA' E LA LIBERAZIONE


17 dicembre 2008

IO NON COMPRERO’ IL CORRIERE DELLA SERA

Carlo Vulpio è il giornalista del Corriere della Sera che ha seguito le vicende dei magistrati Luigi De Magistris e Clementina Forleo.
Per tanti cittadini, Vulpio ha rappresentato una voce non asservita al sistema e ai poteri forti che vorrebbero imbavagliare l’informazione in questo Paese.
In data 3 dicembre, in seguito ad un suo servizio sulle perquisizioni condotte a Catanzaro dalla Procura di Salerno, Vulpio è stato liquidato dal direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli.
Noi, liberi cittadini, riteniamo che Vulpio abbia fatto il suo dovere, perciò esprimiamo la nostra solidarietà nei suoi confronti e ci attiviamo per affermare il principio della libertà di informazione.

Rinunciamo ai giornali asserviti alle logiche di potere.
A partire dal 18 dicembre 2008 non acquisteremo più il Corriere della Sera.


3 dicembre 2008

DOMANI SCIOPERO IN RETE

DA DOMANI SCIOPERO DEI SITI INTERNET ITALIANI,

BERLUSCONI SI CONFRONTI CON I BLOGGERS

NEL NORMACAMP DI GENNAIO



1 dicembre 2008

AZIONI ONLINE CONTRO LA CENSURA

 


Chiediamo al Parlamento italiano il ritiro immediato del ddl Levi e chiediamo che,
senza formule suscettibili di interpretazione, tutti i mezzi internet usati per esprimere
 e diffondere informazioni ed opinioni, se utilizzati in forma amatoriale, siano sottratti alla legislazione sull’editoria, indipendentemente dalla loro capacità di produrre profitti.

CALENDARIO DELLE INIZIATIVE 

*** 2 Dicembre ***
- invio di lettera ai singoli onorevoli della VII commissione cultura (ELETTORI DI CIRCOSCRIZIONE)
- invio di comunicato stampa ai media italiani e STRANIERI (RESPONSABILI GRUPPO)

*** 3 Dicembre ***
- invio di lettera al presidente VII commissione cultura Valentina Aprea e RICARDO FRANCO LEVI (TUTTI)

*** 4 Dicembre ***
CONTRO LA CLANDESTINITÀ’ DI TUTTI I SITI E BLOG IN ITALIA
Avvio della grande mobilitazione della rete con sciopero e lutto di blog e siti (tutti clandestini), social network strike ed un passaparola mondiale!

Per maggiori informazioni:
http://ammazzablog.wordpress.com/

Per aderire alla causa:
http://apps.facebook.com/causes/161427


21 ottobre 2008

PER ANGELO LIBERO

Aderisco all'iniziativa promossa da Nathan2000 e pubblico di seguito la lettera che è stata predisposta per sollecitare le autorità italiane ad intervenire per ottenere la liberazione di Angelo Falcone e dei detenuti italiani all'estero.

Angelo Falcone è detenuto in India, insieme all'amico Simone Nobili, con l'accusa di posseso di 18 kg di droga, ma non è questo che importa: importa sapere che, nel caso particolare di Angelo e Simone, e in quello generale, che riguarda oltre 3.000 nostri connazionali detenuti in paesi esteri, le istituzioni del nostro Paese sembrano disinteressarsi.

L'iniziativa promossa da Nathan2000 prevede la pubblicazione, "a blog unificati", in data odierna, di una lettera. L'idea è quella di invitare tutti i  visitatori dei blog a copincollare il testo della lettera e ad inviarla agli indirizzi di posta elettronica riportati in calce.

Tentiamo! E, se ritenete, postate anche voi - oggi - la lettera (è l'ultimo giorno utile per il ricorso in appello per i due ragazzi).

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Egregio signore,

"È ciò che ci chiedono i Cittadini", è una frase che spesso, troppo spesso, abbiamo ascoltato in TV, pronunciata da tutti, dico tutti, i rappresentanti dei suddetti Cittadini che siedono in parlamento.
Chi le scrive è uno di quei Cittadini di questo Paese, di quei cittadini che ancora credono, in maniera piuttosto forte, alle Istituzioni. Finora non mi è mai capitato di sentirmi fare, da qualcuno dei parlamentari di questa Repubblica, la domanda: "Cosa chiedi, carissimo Cittadino, a noi tuoi rappresentanti?".
Non voglio inoltrarmi in polemiche e critiche immotivate. non ci penso e non ne sarei capace. Vorrei, soltanto, rendere noto a Lei quale sia il mio concetto di Stato; concetto che posso semplificare come segue: lo Stato è un Padre che deve (ma soprattutto, Vuole) occuparsi dei propri figli senza riserve e senza tentennamenti; Un Padre è colui che si precipita a rotta di collo dal proprio Figlio ogni qual volta ve ne sia la necessità; ogni volta che si presenti una difficoltà che implichi un aiuto, un consiglio, un intervento di qualsivoglia natura.
Un Padre amorevole ma, all'occorrenza, inflessibile. Inflessibile quando sia palese un cattivo comportamento di un suo figlio. Un Padre pronto a comprendere, ma pronto anche a punire, se lo merita, un figlio che si sia comportato in modo non adeguato alle regole familiari.
Questa lettera nasce dopo mesi di riflessione su di una vicenda particolare di cui poco si parla: l'arresto e la detenzione in India di un nostro concittadino. Il suo nome è Angelo Falcone, ed è stato arrestato, con il suo amico Simone Nobili, dalla polizia Indiana con l'accusa di detenzione di 18 kg di droga. Seguendo il blog del padre di Angelo, Giovanni Falcone, ho scoperto che di nostri cittadini detenuti all'estero ve ne sono più di 3.000! Non ho potuto verificare di persona, pertanto mi debbo fidare delle cifre fornite dal sig. Falcone. ma non ho motivi per dubitare di quanto affermato sul suo blog. Allora, la mia domanda è la seguente: questi nostri concittadini detenuti all'estero sono figli di questo Padre-Stato? Se sì, come mai le istituzioni di questo paese non si comportano come si comporterebbe un Padre nel caso di un proprio figlio? Ad Agosto, per Angelo Falcone e l'amico Simone, c'è stato il verdetto di Condanna a 10 anni. La possibilità di ricorso in appello ha come termine perentorio il 23 ottobre. il tempo stringe! Mi aspetterei, da un Padre, una corsa in India per vedere di persona come stanno le cose. Giovanni Falcone non riesce a parlare con suo figlio neppure telefonicamente. E, da quanto mi capita di leggere sul suo blog, l'interessamento delle Istituzioni di questo Paese sulla faccenda è, per così dire, insufficiente. Come se il Padre-Stato abbia già emesso giudizio di condanna sul proprio figlio, ed abbia deciso di punirlo per la mancanza commessa. Mi sarei aspettato, nel caso particolare di Angelo e, più in generale, nel caso dei nostri oltre 3.000 connazionali detenuti in penitenziari esteri, un atteggiamento differente. In fondo, bisognerebbe domandarsi se in tali paesi esistano quelle garanzie che sono caratteristiche di un qualunque Stato di Diritto degno di questo nome. Siamo sicuri che l'India garantisca gli imputati secondo tali canoni? E tutti gli altri paesi in cui sono detenuti nostri concittadini? Ecco: un Padre dovrebbe correre in soccorso di un proprio figlio per cercare di garantirgli tutto il necessario per affrontare le vicissitudini in cui è incappato. Se, con tutte le garanzie del caso, si dovesse dimostrare un "ERRORE PALESE" commesso dal Figlio, allora il Padre avrebbe tutti i motivi per punire tale errore. Voglio sottolineare il fatto che, più volte, Giovanni Falcone ha dichiarato che, se sulla base di un processo serio ed equo, suo figlio Angelo dovesse essere riconosciuto colpevole, sarebbe il PRIMO a pronunciarsi per la detenzione. Per un processo serio ed equo, segnato, cioè, da tutte le garanzie che vengono concesse nel nostro paese a chiunque incappi nei meccanismi della legge, le Istituzioni italiane si sono mosse? Nel caso di Angelo e dei più di 3.000 già citati, è stato fatto tutto ciò che andava fatto?

Concludo dicendo che, da Cittadino di questa Repubblica, chiedo alle Istituzioni tutte, di occuparsi dei propri Figli detenuti all'estero. In virtù del fatto che il mio sentire lo Stato è forte, e altrettanto forte deve essere la risposta dello Stato ai propri cittadini. Se ciò non dovesse essere possibile mi troverò nella bruttissima condizione di figlio di un Padre non disposto ad occuparsi di me. fatto che, per il mio modo di sentire lo Stato e le Istituzioni, non mi lascia tranquillo affatto.

Distinti saluti


presidenza.repubblica@quirinale.it (Presidente della Repubblica)
http://presidente16.camera.it/servizio/30/mail.asp (Presidente della Camera dei Deputati)
schifani_r@posta.senato.it (Presidente del Senato)
gabinetto@cert.esteri.it (Ministro degli Esteri)
larepubblica@repubblica.it (La Repubblica)
http://www.corriere.it/solferino/main_mieli-form.shtml (Corriere della Sera)
direttore@ilquotidianodellabasilicata.it (Il Quotidiano della Basilicata)
nuovabas@tin.it (La Nuova)
Mi manda Raitre mimandaraitre@rai.it
Matrix http://www.matrix.mediaset.it/dillo.shtml
Report http://www.report.rai.it/RE_segnalazioni/0,1067380,,00.html
Striscia http://www.striscialanotizia.mediaset.it/segnalazioni.shtml
Le iene http://www.iene.mediaset.it/segnalazioni.shtml

Il blog di Giovanni Falcone, il papà di Angelo: http://giovannifalcone.blogspot.com/


12 febbraio 2008

PER FEDERICO ALDROVANDI

Nel gennaio del 2006 Pinocomune segnalò il blog di Patrizia e il racconto straziante di questa donna sulla morte del figlio Federico.
Cominciammo il passaparola per segnalare la vicenda.
Dopo soli due giorni fu aperta un'inchiesta parlamentare sul caso Federico Aldrovandi.
Nel mese di febbraio 
il blogger Senzabavaglio (Roby Bern)* propose di scrivere un post al giorno per Federico.
Fummo in tanti ad aderire, scrivendo a turno un post al giorno per Federico. 
Roby Bern riuscì mirabilmente a coordinare l'azione congiunta di tanti volenterosi che, in quella fase cruciale delle indagini, si impegnarono a tenere desta l'attenzione dell'opinione pubblica. Seguirono anche altre iniziative: incontri audio-video con la mamma di Federico, sit-in e fiaccolate. 
Le indagini sono andate avanti, nonostante i soliti tentativi di depistaggio, le testimonianze ritrattate e tutte le solite cose a cui, ormai, siamo abituati, ma non rassegnati. 
Domani, 13 febbraio, si terrà un'altra udienza.
Sulle cause della morte di Federico non vi sono più dubbi. 
La verità è stata fatta.
Adesso, insieme ai genitori, attendiamo che sia fatta giustizia.


* Senzabavaglio è oggi ControBAVAGLIO  (la citazione è doverosa)


In questo blog, gli altri post su Federico:

- 11 gennaio 2006
FEDERICO ALDROVANDI

- 13 gennaio 2006INCHIESTA PARLAMENTARE SU FEDERICO ALDROVANDI

- 11 marzo 2006UN POST AL GIORNO FINCHE' GIUSTIZIA SARA' FATTA
Per Federico Aldrovandi

- 23 febbario 2006FEDERICO ALDROVANDI: UN POST AL GIORNO FINCHE' GIUSTIZIA SARA' FATTA

- 2 marzo 2006Domani incontro audio-video con la mamma di Federico Aldrovandi

- 17 marzo 2006ANCORA OMBRE SULLA MORTE DI FEDERICO ALDROVANDI

- 5 aprile 2006“UN POST AL GIORNO FINCHE' GIUSTIZIA SARA’ FATTA”

- 7 maggio 2006Aumentano i blog che aderiscono all'iniziativa "Un post al giorno..." per Federico Aldrovandi UN POST AL GIORNO FINCHE GIUSTIZIA SARA’ FATTA”
Lista dei bloggers che aderiscono all’iniziativa
aggiornata al 01-05-2006  ore 02:30, SIAMO A QUOTA 75 


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15 settembre 2007

DOPPIO FILO




INCATENATA da Shimcana,
colgo l'occasione per rivelare 5 motivi per cui ho aperto il mio blog:


Premessa: 
prima di questo, avevo già un blog, aperto nel 2003 su un'altra piattaforma.
Era il mio blog uffiaciale, piuttosto serioso.
Sentivo che dava un'immagine parziale di me,
 perciò... ho aperto questo blog perchè:

1. volevo esprimermi con maggiore libertà e creatività,
sia sul piano dei contenuti che su quello tecnico 
(su questa piattaforma la gestione è più facile);

2. sono stata coinvolta subito da alcune presenze;
 
3. mi piace scrivere, confrontarmi, condividere...
quale mezzo migliore di un blog? 

4. volevo mettere alla prova la mia "costanza"
(cosa non semplice);

5. volevo salvare e tenere in ordine i miei scritti estemporanei,
che altrimenti avrebbero reso ancor più caotico 
il piano della mia scrivania. 


Adesso dovrei incatenare alcuni amici,
ma mi astengo dal nominarli
e lascio che siano loro ad offrirsi volontari...


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